Le Crete senesi
Post by elena - Lunedì, 2 Febbraio 2009Il turista che arriva nella zona delle Crete Senesi, ovvero la zona che si estende a sud di Siena e fino alle pendici del Monte Amiata, un millenario vulcano oggi spento, e del Monte Cetona, può rimanere sorpreso da un paesaggio davvero diverso dal resto della Toscana. Dopo colline verdi colme di vigneti, ulivi e cipressi, si trova di colpo catapultato in un paesaggio quasi “lunare“: un terreno aspro composto da terreni argillosi che rivelano il suo fascino nelle diverse stagioni grazie ai cambi di colore della terra.
Un itinerario che può essere percorso in un’unica giornata, come se fosse un anello circolare, di circa 76 km, che si snoda lungo l’antica via Cassia, che da Siena portava a Roma, e sulla via Francigena, via di viandanti e pellegrini, per poi tornare a Siena tramite la statale 438 Lauretana.
Lungo la strada si aprono davanti agli occhi estasiati del turista chiese, pievi, borghi medievali fortificati e le “grance“, edifici di origine medievale, simili a magazzini fortificati, che servivano a conservare viveri. E intorno all’opera dell’uomo: il vero capolavoro della natura composto dalle Crete appunto che si alternano in “biancane” e “calanchi”, a dimostrazione di un terreno dalle remotissime origini.
Da visitare arrivando da Siena, nell’ordine: la fattoria fortificata di Cuna, nella val d’Arbia, Monteroni d’Arbia con il suo molino fortificato e gli affreschi nella pieve di San Giovanni Battista a Lucignano d’Arbia; da lì una piccola deviazione di 8 km per Murlo, per visitare il piccolo museo etrusco con alcuni resti della vicina area archeologica di Poggio Civitate.
La Pieve di Piana anticipa l’arrivo a Buonconvento, famosa per la sua cerchia muraria della fine del 1300, in passato punto nevralgico di passaggio per chi percorreva la via Francigena e tuttora snodo per raggiungere diverse località. Da vedere il Museo di Arte Sacra della Val d’Arbia con opere di Duccio da Buoninsegna, Pietro Lorenzetti e altri artisti del tre-quattrocento senese.
Prendendo la meravigliosa statale 451 che porta all’Abbazia di Monte Oliveto si percorre la strada più caratteristica delle Crete Senesi, che qui rivelano l’unicità di un paesaggio che si presenta con morbidi colli tondeggianti, sui cui crinali trovano posto poche costruzioni, e spaccature erose dalla pioggia.
L’Abbazia che risale al 1313 e domina le Crete Senesi, è circondata da un bosco di cipressi, pini, e olivi, ed è uno dei monumenti più famosi di tutta la Toscana sia per il suo valore storico-religioso che per quello artistico: il chiostro grande, la chiesa, il chiostro di mezzo, la biblioteca con 40.000 volumi, la farmacia e il definitorio sono ricchi di capolavori fra cui gli affreschi di Luca Signorelli, il coro ligneo del 1500, e la sagrestia del 1400.
Da Monte Oliveto si può deviare per la Val d’Asso con San Giovanni d’Asso, Castelmuzio e Trequanda, oppure ritornare verso Siena passando per la splendida Asciano, circondata da mura trecentesche.
Noi ci fermiamo qui, al prossimo post!
Foto di scout.it


